Problemi di capelli: rapporto medico e tecnico tricologo

Negli ultimi anni, con la crescita dei problemi ai capelli, sono nate nuove figure professionali ed è necessario distinguere le varie competenze e ruoli in modo che il soggetto affetto da patologie o inestetismi sappia a chi rivolgersi.

Queste figure hanno generato non pochi fraintendimenti a causa della mancanza di differenziazione.

In ambito tricologico 3 sono le figure professionali: Tecnici tricologi non laureati, tecnici tricologi laureati, medici tricologi.

Il tecnico tricologo non laureato è normalmente un acconciatore che ha svolto un percorso formativo di tricologia , i tecnici tricologi laureati che hanno conseguito una laurea (es. scienza e tecnilogia dei prodotti della salute- curriculum termale- facoltà di farmacia).

Sia i primi che i secondi possono essere iscritti all’elenco dei tecnici tricologi del Sitri.

Infine i medici tricologi laureati in medicina con specializzazione in dermatologia/chirurgia plastica che hanno acquisito competenze in materia con pubblicazioni o studi accademici (es. master universitario in scienze tricologiche)

Rapporto medico-tecnico

Le due figure sono molto più vicine di quanto si possa pensare, non tanto per competenze quanto per la sinergia che si può creare.

Da una parte abbiamo il medico che prescrive la terapia farmacologica, dall’altra il tecnico che si occupa del trattamento cosmetologico avvalendosi di prodotti e di tecniche di massaggio.

Quando il medico prescrive un farmaco o meglio una preparazione topica galenica, c’è bisogno che la cute sia ben detersa, detossinata, ossigenata…insomma pronta a ricevere il trattamento farmacologico e garantirne la massima efficacia.

Per questo è importante che in futuro questa collaborazione aumenti e che il paziente si rivolga al medico per la terapia farmacologica ed al tecnico tricologo per il resto.

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