Tiriamo le somme!: i prodotti solari che impatto hanno avuto con l’ecosistema marino?

Oltre a formulare un prodotto solare efficace e sicuro, tra gli obiettivi del produttore attento e con una politca di ecosostenibilità c’è, soprattutto negli ultimi anni, l’attenzione verso l’ecosistema marino ma anche nel consumatore è crescente l’attenzione verso l’utilizzo di prodotti “green”.

Per questo numerosi sono stati gli studi condotti su questo argomento, focalizzandosi soprattutto sull’impatto dei filtri UV che possono avere sull’ecosistema marino in particolare nei confronti dei coralli.

Gli esperimenti finora realizzati hanno utilizzato concentrazioni di filtri UV più elevate di quelle rilevate in ambiente marino, tuttavia, pur non potendo ancora tirare delle conclusioni, sono state individuate alcune sostanze che sarebbe opportuno rimuovere dalle formulazioni per diminuire l’impatto ambientale negativo.

E’ bene però ricordare che l’ efficacia della fotoprotezione non deve venir meno e che l’educazione alla protezione solare raggiunta anche grazie alle campagne di sensibilizzazione ha reso più consapevole il consumatore con una riduzione notevolmente degli effetti negativi dell’esposizione ai raggi UV.

Che fine fa quindi la crema o l’olio che applichiamo sul corpo e sui capelli e poi facciamo il bagno?

Ogni anno vengono rilasciate, nelle principali aree in cui è situata la barriera corallina, dalle 6000 alle 14000 tonellate di prodotti solari ed il 40% dei coralli situati nelle aree costiere è a rischio di esposizione alle creme solari ( Downs CA, Kramarsky-Winter E, Segal R et al. -cosmetic t. 04/2020)

Ad oggi non esiste un test attendibile di biodegradabilità sul prodotto finito. La naturalità e la biodegradabilità degli ingredienti di un solare non implicano necessariamente che esso non abbia un impatto ambientale.

Un composto biodegradabile può essere tossico o pericoloso per l’ambiente e gli ecosistemi naturali sia prima, sia durante, sia dopo il processo di degradazione, e la stessa cosa vale per un prodotto certificato biologico o naturale.
Dichiarare quindi la percentuale di biodegradabilità sull’etichetta di un prodotto solare non ci dà informazioni sugli
effetti che esso avrà una volta a contatto con l’ambiente marino e i suoi organismi.

La strada dev’essere perciò l’ecosostenibilità a tutto tondo come per la dichiarazione ambientale di prodotto Environmental Product Declaration (EPD) riguardo gli impatti ambientali legati alla produzione di uno specifico prodotto, come per esempio: i consumi energetici, le materie prime, la produzione dei rifiuti o le emissioni in atmosfera.

Per concludere, oggi la sostenibilità e il basso impatto sull’ambiente sono aspetti che giocano un ruolo sempre
più fondamentale nell’avanzamento della tecnologia e della ricerca scientifica e rappresentano da anni uno degli elementi fondamentali per l’utilizzo o meno di un certo prodotto all’interno del mio salone.