Nella mia esperienza professionale sono sempre più frequenti le giovanissime con problemi di capelli dovuti a cattive abitudini come un’alimentazione poco equilibrata, stress adolescenziale ed oggi anche al covid (sia come patologia che per i suoi risvolti psicologici per le restrizioni).
Nell’adolescenza inizia l’attenzione verso il proprio corpo, specie di capelli, visti come “cornice” del viso da curare insieme al make up.
E se l’adolescente si trova ad affrontare una chemioterapia o un’alopecia areata? Come può sentirsi nella formazione della sua identità la sensazione di essere diversa per la mancanza di capelli?
L’assenza di capelli causa spesso una mortificazione, una diminuzione della fiducia in se stessi, grandi difficoltà nei rapporti con l’altro sesso.
Si possono generare traumi psicologici anche per un semplice diradamento momentaneo che verranno portati con sé per lungo tempo anche per l’intero arco della vita.
Da anni mi occupo di tricoprotesi (parrucca) per adolescenti che devono affrontare una chemioterapia , di ragazze affette da alopecia areata e di recente degli effetti del covid.
I sorrisi che ricompaiono sul volto quando i capelli (seppur non propri) ritornano, o quando viene fermata una caduta temporanea sono indescrivibili ma denotano quanto siano importanti per un’adolescente.
L’importante è individuare con tempestività il problema prima che il bulbo si atrofizzi.
Lasciar passare il tempo andando per tentativi su consigli di amiche o scegliendo prodotti dagli scaffali non è certo la via migliore.